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ANESTESIA

L'anestesia spesso rappresenta, per larghi strati della popolazione, un elemento psicologico fortemente ostativo al naturale desiderio di migliorarsi esteticamente mediante un intervento chirurgico. Tale assunto corrisponde a verità, sia considerando interventi di tipo estetico sia, più in generale, qualsiasi tipo d’operazione chirurgica. La resistenza/renitenza psicologica verso l'anestesia è probabilmente più accentuata nel caso della Chirurgia Estetica, poiché - non dimentichiamolo - si tratta di una chirurgia per persone sane (ovvero con assenza di patologie particolari), ed è quindi lecito aspettarsi che ogni intervento arrechi minori disagi possibile, mentre in presenza di problematiche altrimenti non risolvibili se non chirurgicamente, il soggetto tende spontaneamente a farsene una ragione.

   
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 Ma quali le cause dell'opposizione psicologica all'anestesia in entrambi i casi? Le ragioni possono essere molteplici, soggettive o circostanziate al singolo individuo. Ma la maggioranza delle persone, ancor prima di divenire paziente, possiede una paura inconscia dell’anestesia, spesso immotivata, dovuta con ogni probabilità all’equazione mentale “sonno indotto = perdita di conoscenza = totale incontrollabilità della situazione cui ci si espone”. Inoltre, essendo l’anestesiologia una disciplina che non riceve la curiosità o l’attenzione del grande pubblico, se non quando agli onori della cronaca assurgono i rarissimi casi d’incidente (peraltro sempre determinati da altre complicanze), va da sé che tale materia non faccia notizia e dunque, in genere, le persone ne sanno molto poco.

Al fine, quindi, di fornire un’informazione sintetica ma sufficiente ad eliminare falsi timori descriverò le tre principali tipologie d’anestesia oggigiorno utilizzate.

Prima di passare alle citate descrizioni s’impongono però due considerazioni:

1) Per la chirurgia di nostro interesse, va evidenziato come l’anestesia utilizzata durante i vari interventi non sia sempre quella generale o totale (ovvero sonno indotto): il più delle volte, infatti, in Chirurga Estetica si lavora in anestesia locale, similmente a quando siamo dal dentista.

2) Qualunque sia la tipologia d’anestesia scelta, è facilmente intuibile come per minimizzare i disagi globali dell’intervento sia fondamentale l’apporto collaborativo di un anestesista di grande esperienza nel settore specifico. In altre parole è importantissimo che tale specialista possieda un grado di competenza professionale estremamente elevato e abbia al contempo un preventivo, consolidato, stretto rapporto d’intesa con il chirurgo. A mio parere solo così sarà possibile garantire al paziente un elevato livello di sicurezza, oltre che vantaggi diretti e immediati quali una vera analgesia durante l’intervento, un post-operatorio breve, la totale assenza d’effetti collaterali.

ANESTESIA GENERALE

L’anestesia generale o sonno indotto è il tipo di anestesia convenzionale, ovvero la più frequentemente utilizzata per interventi chirurgici complessi e/o lunghi, soprattutto in chirurgia generale.

Si avvale di una tecnica avanzatissima e oramai ampiamente collaudata, basata sull’uso combinato di gas e farmaci che inducono e modulano il sonno nel paziente.

È importante evidenziare come durante il sonno indotto tutte le funzioni vitali di un soggetto siano attentamente sorvegliate mediante apparecchiature estremamente sofisticate, capaci di registrare ogni variazione, seppur minima, dei parametri vitali e secondari: pressione, ritmo cardiaco, frequenza cardiaca, ossigenazione dei tessuti, ecc.

Va anche ricordato - in special modo nel caso di un’anestesia generale - come l’anestesista intervenga costantemente e congiuntamente al chirurgo sia nella fase di pianificazione dell’intervento (realizzando un’accurata visita anestesiologica ed eventualmente più colloqui), sia in quella immediatamente pre-operatoria (induzione del sonno), sia in quella operatoria (monitoraggio parametri vitali, procedure correttive, risveglio).

ANESTESIA LOCALE CON SEDAZIONE (NEUROLEPTOANALGESIA)

L'anestesia locale con sedazione o Neuroleptoanalgesia è un tipo di anestesia non generale realizzata mediante farmaci iniettati sia localmente nelle zone ove necessita l’analgesia, sia iniettati per via generale (endovenosa).

I farmaci utilizzati sono comunemente chiamati anestetici locali, e svolgono egregiamente il loro compito garantendo una temporanea e completa insensibilità della parte interessata.

Tale tecnica farmacologica è andata perfezionandosi negli anni al punto tale che, nella moderna neuroleptoanalgesia, si utilizzano in modo combinato oltre agli anestetici locali altri farmaci iniettabili per via endovenosa, aventi una duplice peculiarità: “allontanare” un po’ il paziente dalla realtà della sala operatoria dominandone l’inevitabile ansia e al contempo impedire che questi avverta finanche la sensazione d’ingresso della siringa o della cannula da cui passa l’anestetico locale.

La neuroleptoanalgesia, inoltre, è molto utilizzata in Chirurgia Estetica per due motivi fondamentali: permette una rapida ripresa da parte del paziente (molto spesso addirittura in giornata questi può tranquillamente riprendere la  strada  di casa), e consente al chirurgo d’avvalersi della “collaborazione” da parte del paziente stesso.
Infine, per comprendere appieno la grande utilità di questo tipo d’anestesia, è opportuno ricordare come normalmente le zone del corpo interessate dal lavoro del chirurgo sono zone molto superficiali, in massima parte composte da pelle, tessuto sottocutaneo (grasso) e fasce muscolari.  Pertanto ne consegue che - perlomeno per quanto inerente la Chirurgia Estetica ed escludendo la chirurgia ricostruttiva o riparativa - il professionista per ben operare raramente ha effettivo bisogno del notevole rilassamento proprio dell’anestesia generale.

ANESTESIA LOCALE

L'anestesia locale pura si differenzia dalla neuroleptoanalgesia unicamente perché basata sulla sola azione degli anestetici locali.
Parimenti alla precedente, tale tipo d’anestesia è molto utilizzata in Chirurgia Estetica soprattutto negli interventi più semplici e rapidi, che non richiedono un grande “impegno” da parte del paziente. E rispetto all’anestesia generale e alla neuroleptoanalgesia presenta un duplice evidente vantaggio: appena l’intervento è terminato il paziente saluta e se ne va, senza alcun effetto collaterale postumo.

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