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CHIRURGIA ESTETICA

Della Chirurgia Estetica chi ci si sottopone ne parla poco, solamente di fronte al prete nel confessionale. Per il resto è comune oggetto di conversazione, curiosità giornalistica, dibattiti televisivi… al punto tale d'esser divenuta vero e proprio fenomeno di massa. E' importante, pertanto, tentare di fare maggior chiarezza possibile su questa branca della chirurgia, mediante una sintetica ma corretta informazione, nel disarticolato flusso di notizie - di luoghi comuni e malignità varie che quotidianamente sull'argomento vengono spacciate per verità assolute - mettendo in grado chiunque voglia intervenire sulla propria immagine di sviluppare maggior consapevolezza su quanto intende intraprendere.

   
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In lunghi anni d’attività professionale ho potuto personalmente constatare come le persone abbiano sviluppato - non certo per autonoma colpa - convinzioni o credenze false o fuorvianti sulla Chirurgia Estetica e i suoi interventi, causa diretta di scetticismo e timori ingiustificati. Tale fenomeno è talmente concreto che circa un 25% delle persone desiderose di farsi un qualsiasi intervento estetico - magari banale - vi rinuncia a priori. A dimostrazione di quanto appena affermato, e di come spesso il rapporto media-Chirurgia Estetica possa essere distorto generando paure invece di maggior curiosità tra la gente, voglio citare un recente articolo in materia, apparso su un importante quotidiano nazionale: TITOLO “Medicina: nuove frontiere. Protesi al silicone addio, trapianteranno il seno”. Ebbene, personalmente, dubito fortemente che una simile affermazione sia stata effettivamente pronunciata da un chirurgo estetico. Mentre, invece, propendo nel credere che sia una forzata libera interpretazione del giornalista. E sorvolo sull’idea del trapianto di seno a seguito d’asportazione per cause tumorali, anche se la ritengo opinabile. Ma considerando sotto il profilo etico il caso di specie, come si può arrivare a pensare ad un trapianto per fini estetici? Vi rendete conto? In questo capitolo ho quindi deciso di raccogliere e selezionare alcune delle principali domande - sia d’ordine generale sia sugli specifici interventi - tra le varie decine che quotidianamente mi vengono poste dalle persone (ancor prima, dunque, di divenire eventualmente “pazienti”) fornendo di seguito la relativa corretta risposta.

È vero che fare un intervento di Chirurgia Estetica per sembrare più giovani non è eticamente corretto? Che è bello avere le proprie rughe come segno d'esperienza e saggezza?

Tali domande contengono a mio avviso, implicitamente, alcune affermazioni che sono di per sé stesse un po' vere e un po' false.
Vere nel senso che è rispettabilissima l'opinione di chi, con onestà intellettuale, ritiene si debba "sempre dimostrare l'età posseduta, senza timore e senza camuffature chirurgiche".
Tuttavia a volte mi capita di pensare come, in tale convinzione e in similari affermazioni più o meno salottiere, vi sia una punta di snobismo. Personalmente, infatti, ritengo falso il precedente assunto tra virgolette. Ne spiego il motivo: ormai è noto come l'aspettativa di vita media sia aumentata nell'ultimo secolo e va da sé che tale aspettativa tenderà ulteriormente ad accrescersi nei prossimi decenni, almeno per quei paesi e realtà sociali che vengono definiti come appartenenti alla "civiltà occidentale".
Se, tuttavia, ci domandiamo quale parte dell'esistenza umana si sia "allungata", la risposta è: la terza età. Infatti, infanzia e giovinezza, considerate sotto l'aspetto della "percezione del sé" sono praticamente rimaste tali, nonostante l'evoluzione dei costumi. Il bambino d'oggi non si discosta sostanzialmente dal bambino di cento anni fa, ed il giovane di ventotto anni è abbastanza simile al suo coetaneo d'inizio secolo.
È invece l'odierno cinquantenne ad essere molto diverso dal suo coetaneo, anche solo di quaranta anni fa, soprattutto perché questa persona (lui o lei) si sente giovane, forte, professionalmente abile, esuberante, capace di vivere esperienze che suo nonno poteva solamente sognare. E pur sorvolando sulle motivazioni e implicazioni di quest'ultima affermazione - non è argomento di questo libro - risulta evidente come questa sia la realtà.
Sorge dunque spontanea una domanda: perché quest'uomo o questa donna, così giovane "dentro", non dovrebbe esserlo anche nell'aspetto esteriore, considerando per di più che probabilmente rimarrà tale per molti anni ancora?
La verità è che sembrare più giovani anche nel fisico, oltre ad esserlo nell'anima, ci aiuterà molto a sentirci più sicuri, accettati, e a provare un piacere più intenso nel vivere sia i rapporti sociali sia affettivi.
In sintesi, dunque, il mio pensiero: non c'è niente d'immorale ad avere un aspetto più giovane… quando il cuore gli cammina a fianco.


È vero che è una chirurgia molto costosa?

FALSO. Gli interventi di Chirurgia Estetica indubbiamente non costano quanto una cena in pizzeria, seppur non quanto le persone credono: senza voler in questa sede stilare un listino basti considerare che si può partire, mediamente, da una cifra di 41 euro per un intervento di "attenuazione cicatrici". Bisogna comunque sempre tener presente che ottenere l'obiettivo prefissato può avere costi diversi in ragione della complessità dell'intervento e, ovviamente, delle caratteristiche "di partenza" assolutamente personali di ogni fisico.
Ma sottoporsi a un intervento di Chirurgia Estetica, in fondo, significa fare un investimento su sé stessi. Per questo motivo i costi possono variare in funzione di alcuni parametri, in primis la professionalità del chirurgo scelto. Scegliere di risparmiare anche poche centinaia di euro per un paziente può rappresentare, a volte, la differenza tra ottenere completa soddisfazione e un risultato mediocre. Tuttavia, come sempre, maggior concorrenza favorisce un'offerta di qualità professionale più alta sul mercato, e personalmente non posso che plaudere.


Come si fa a sapere da chi andare per fare un intervento di Chirurgia Estetica? Come si fa a sapere se è un bravo chirurgo plastico?

Fornire una risposta univoca e sintetica, ai citati quesiti, è veramente molto difficile. In Italia, infatti, la chirurgia plastica ricostruttiva è praticata negli ospedali pubblici, cioè viene gestita dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre la Chirurgia Estetica può esser praticata unicamente in forma privata. Ne consegue che il lavoro svolto e i risultati ottenuti nei reparti di chirurgia ricostruttiva sono sotto gli occhi di tutti, così come per ogni altra branca chirurgica. La scelta operata da un paziente, quando risulti necessaria, è conseguentemente molto più facile, perché basata su risultati "certi". Ad esempio, esistono ospedali che curano benissimo gli ustionati poiché l'intero staff medico ha grande esperienza specifica, altri che si occupano con estrema professionalità di malformazioni congenite, ecc? ecc?
Al contrario, la Chirurgia Estetica è basata sul rapporto sempre diretto, a volte molto riservato, fra paziente e chirurgo libero-professionista, e perlopiù casistiche e risultati rimangono confinati negli studi professionali. Inoltre, la situazione non diviene più semplice anche rivolgendosi ai soggetti istituzionali teoricamente deputati a fugare ogni dubbio: molto spesso il medico di base ne sa meno della paziente, gli Ordini professionali non hanno un criterio oggettivo su cui esprimere pareri, i media stessi non aiutano... Infine, è anche vero che non esiste un rapporto diretto fra pubblicità (Pagine Gialle, inserti nei grandi giornali, trasmissioni televisive, ecc...) e capacità professionale.
Inevitabilmente, allora, la ricerca della soluzione e quindi la conseguente scelta è demandata alle conversazioni da salotto, all'amica che ha già eseguito qualche intervento (magari totalmente diverso) che "…si è trovata così bene con il Dott…." o a quella che "…è stata rovinata dal Prof…", ovvero alla consuetudine vecchia come il mondo del "passaparola". E tuttavia, pur se tenuti in debita considerazione, tali discorsi risultano superficiali e privi di qualsiasi valore professionale... e si ritorna ai quesiti iniziali.
Come si può fare, dunque?
In Italia è tutto demandato alla serietà e professionalità del chirurgo interpellato. Elementare, ma incontrovertibile.
Ancor più che in altri campi è dunque necessario affidarsi ad un vero professionista che possa realmente vantare (e dimostrare) anni d'esperienza. Per un potenziale paziente tale selezione diviene obbligatoria, poiché legioni di giovani medici - complici anche le scarse prospettive professionali che persistono da decenni nel nostro Paese per i neolaureati - si sono lanciate in quest'avventura sicuramente affascinante, ma piena di trappole e difficoltà. A discapito, purtroppo, di coloro che andranno sotto i ferri.
Eppure un sistema alternativo vi sarebbe: esistono paesi ove la libera professione è soggetta a valutazioni pubbliche basate su criteri e parametri severissimi, a garanzia del cittadino. Negli Stati Uniti, ad esempio, la "pubblicità medica" è possibile anche se regolamentata e - dato più importante - insieme al nome di un chirurgo appare sempre il suo curriculum professionale, con la massima trasparenza. Oltre al nome, quindi, è sempre possibile sapere quanti interventi specifici il chirurgo ha effettuato, come, dove, con quali risultati, ecc... insieme ad ulteriori informazioni necessarie per rivelare le reali capacità professionali. Ma in America la verità è sacra al punto tale d'essere un valore socialmente diffuso e condiviso: se il curriculum fosse falso e si venisse a sapere, al professionista non rimarrebbe che… andare a spazzare le scale del suo ex studio, poiché nulla più gli verrebbe offerto o richiesto.
Nel nostro Paese, invece, la comunità accademica e il legislatore ancora non hanno assunto decisioni in merito, e personalmente non concordo minimamente con chi sostiene che la querelle debba esclusivamente esser demandata alle Università: molti esimi Professori Ordinari italiani di chirurgia plastica, fino a qualche anno fa, non avevano mai eseguito un lifting o una mastoplastica d'aumento!
Infine, un'ultima raccomandazione: nel momento in cui avete veramente deciso di farvi operare scegliete un professionista che condivida il vostro medesimo ambito culturale, poiché i canoni estetici possono essere molto diversi da Paese a Paese.


Perché il Brasile è considerato la "Terra promessa" della Chirurgia Estetica?

Premessa: esattamente come per la domanda precedente, non esiste una risposta univoca.
Tuttavia, ritengo che la diffusa convinzione contenuta nel quesito derivi principalmente da due motivi: il singolare fenomeno sociale brasiliano per cui risulta ingente e costante la richiesta d'ogni tipologia d'intervento estetico - essendo la chirurgia plastica percepita come "assolutamente normale" in ogni classe sociale quasi alla stregua d'un cambio al colore dei capelli - e la presenza in quella terra del famoso chirurgo Ivo Pitanguy.
In effetti, per una vera analisi sociologica del fenomeno accennato, sarebbe opportuno chiedere agli esperti locali. Personalmente, tuttavia, dopo lunghi anni di permanenza in quel paese, ritengo che le motivazioni dell'ingente domanda siano da ricercarsi nello strano mix di stile di vita libero e profonda religiosità interiore tipicamente brasiliano, sorta di "paganesimo edonista" combinato con misticismo primitivo e un po' animista, che accompagna il rapporto col soprannaturale sempre presente nella vita pubblica e privata di quel popolo.
Se alle citate peculiarità sommiamo elementi quali un profondo amore per il corpo, un clima mite che invita a girare poco vestiti, una capacità di socializzare fortemente sviluppata, una strenua volontà di piacersi e di piacere, una voglia di vivere e di prendere il meglio della vita anche in età avanzata… allora diviene più semplice comprendere come per un brasiliano qualsiasi varcare la soglia dello studio professionale d'un chirurgo plastico, anche più volte nel corso della propria esistenza, sia prassi normale.
Inoltre, su tale sfondo, s'innesta il secondo motivo che a mio giudizio ha reso nell'immaginario collettivo "mitico" il Brasile quale "terra promessa" della Chirurgia Estetica: la presenza di Ivo Pitanguy (forse il chirurgo plastico più famoso al mondo) che alcuni decenni fa, quando "l'attenzione" del vasto pubblico verso questa branca della medicina era inesistente, primo fra tutti fu capace di rendere interessante la Chirurgia Estetica divulgandone planetariamente in maniera capillare le meraviglie, le possibilità, le tecniche, i "miracoli".
Quanto fin qui descritto, ripeto, credo abbia generato il "mito brasiliano".
Ma attenzione: come per tutti i miti esiste un rovescio della medaglia.
Infatti, legioni di chirurghi plastici brasiliani di scarso valore tecnico e morale cominciarono anni fa ad attraversare l'oceano Atlantico sbarcando in Europa, terra da colonizzare perché nel Vecchio Continente la richiesta di prestazioni andava all'epoca aumentando vertiginosamente. Molto spesso però, gli interventi avevano risultati di scarsa qualità e - soprattutto - quando l'insoddisfatto paziente andava a ricercare l'esotico chirurgo, il più delle volte si sentiva rispondere che questi era ripartito per la sua terra e che sarebbe tornato dopo qualche mese, cosa che raramente avveniva.


È vero che molti casi di competenza chirurgica o medico-estetica possono essere risolti bene anche in un Istituto di Estetica?

FALSO. Non vi è dubbio che esista personale seriamente qualificato operante in molti centri estetici. Anzi - fortunatamente - la maggioranza degli appartenenti alla categoria rientra nella definizione appena enunciata. Purtroppo però vi sono anche presunti "esperti/e d'estetica" che, usando pubblicità ad effetto, promettono risultati miracolosi pur sapendoli impossibili: fanno leva sul desiderio di migliorarsi - sfruttandolo biecamente - insito in ogni persona. Chi si rivolge a questi "esperti", invece che ad un professionista, spesso lo fa per le seguenti motivazioni: "paura" del medico, cattivi consigli ricevuti, presunto costo elevato del chirurgo estetico. E allora chiedetevi: è forse meglio spendere milioni in trattamenti inutili? In realtà, esistono risultati che solo un chirurgo può ottenere e che un esperto operatore d'un centro estetico può completare e rifinire, ovviamente in nessun caso sostituendosi al professionista. Per citare un esempio concreto, occupiamoci in breve del linfodrenaggio.
Ogni centro estetico, per piccolo o grande che sia, pubblicizza gli ottimi risultati di questo tipo di massaggio. Tuttavia, il linfodrenaggio è sicuramente una tecnica molto efficace per drenare la linfa che ristagna nelle gambe, ma con altrettanta certezza non fa dimagrire e non elimina i cuscinetti adiposi: è vero che rimuove l'acqua localizzatasi nel tessuto grasso, dando un'immagine transitoria di maggior levigatezza ai tessuti, ma in breve il paziente si troverà nella situazione precedente perché il problema non è stato realmente eliminato.
E si potrebbero fare altri mille esempi: il rassodamento del seno, dove il massaggio è utile solo a chi lo pratica e non a chi lo subisce, ecc… ecc...

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