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ENDODONZIA - RIASSORBIMENTO RADICOLARE

Nella gran maggioranza dei casi il riassorbimento radicolare è una complicanza endodontica che può interessare o le pareti interne del canale radicolare (riassorbimento interno) o la superficie esterna della radice (riassorbimento esterno).

   

 
 
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Dr. Massimiliano Santoro Nel processo infiammatorio in cui sono presenti batteri, si liberano molte sostanze responsabili dell’attivazione dei processi di riassorbimento, che uniti ai prodotti del metabolismo batterico, possono portare fino alla completa distruzione della radice nel giro di pochi mesi. E’ di facile diagnosi, in quanto è rappresentato dalla classica immagine radiotrasparente, segno di un allargamento ben delimitato della camera pulpare, risulta essere un reperto occasionale in corso di controlli radiografici, in quanto non da segni clinici al paziente. Quando la polpa va in necrosi allora il dente diviene sintomatico per i fenomeni infiammatori periapicali ad esso associati. Una volta posta la diagnosi di riassorbimento bisogna intervenire tempestivamente in quanto il fenomeno può progredire velocemente. Indicazione assoluta in presenza di un riassorbimento interno é il trattamento endodontico, per la rimozione del tessuto necrotico  in associazione all’utilizzo abbondante di irriganti dato che per ovvi motivi gli strumenti non possono prendere contatto con le pareti in cui ha operato il riassorbimento. Durante la fase dell’otturazione sono da preferire le tecniche che prevedono l’uso della guttaperca (materiale-termoplastico) rammollita dal calore e la sua compattazione in senso verticale per aumentare le probabilità di  ottenere un riempimento tridimensionale del difetto. Dai dati raccolti dalla bibliografia il trauma e l’infezione hanno un ruolo importante come fattori eziologici nei riassorbimenti in generale e nei riassorbimenti interni in particolare:
- Il trauma sarebbe il fattore scatenante
- L’infezione sarebbe il fattore di mantenimento
La prognosi dei riassorbimenti interni è molto buona, soprattutto se la diagnosi è stata fatta precocemente. Se il riassorbimento interno arriva alla nostra osservazione in una fase tardiva, può già aver eroso la parete canalare fino ad aver creato una comunicazione con il parodonto con polpa in necrosi e il caso diventa sintomatico con la presenza di un ascesso o pus. Radiograficamente sarà possibile apprezzare anche la perforazione e i test di vitalità saranno negativi. In passato la terapia elettiva per il difetto è stata la terapia chirurgica, che prevedeva l’otturazione della perforazione con materiale da otturazione., oppure l’asportazione della porzione della radice apicale al riassorbimento se la rimanente porzione avesse conservato un rapporto corona-radice favorevole. La terapia non chirurgica consiste nel detergere e sagomare accuratamente il canale allo scopo di rimuovere tutto il contenuto infetto e riempirlo provvisoriamente con idrossido di calcio: si eseguono controlli fino a quando si vede una buona guarigione radiografica della lesione e a questo punto si può eseguire l’otturazione canalare con guttaperca. La prognosi dei riassorbimenti interni con perforazione dipende, oltre che dal grado di distruzione subita dalla radice, dalla sede stessa: tanto più è intraossea tanto migliore è la prognosi. Se è sopraossea o vicina alla cresta alveolare il solo intervento endodontico e controindicato, in quanto il difetto è in comunicazione con l’ambiente orale: in questi casi è necessario associare un intervento chirurgico per esporre il difetto.

  

 

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