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ENDODONZIA - RITRATTAMENTO ENDODONTICO NON CHIRURGICO

Il ritrattamento endodontico si esegue in tutti quei casi in cui il paziente che giunge alla nostra osservazione può presentare dolore, gonfiore e/o presenza di una pallina sulla mucosa gengivale sovrastante il dente (fistola), mobilità dentale e impossibilità ad usare il dente durante la masticazione, riassorbimento radicolare.

   

 
 
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Dr. Massimiliano SantoroEsistono anche considerazioni preventive e curative durante un lavoro protesico che possono richiedere il ritrattamento del dente quando si evince radiograficamente una inadeguata precedente terapia endodontica sui denti interessati, anche in assenza di sintomatologia clinica. La causa principale alla base del fallimento di una terapia endodontica è quasi sempre una porzione non detersa e non otturata del sistema dei canali radicolari e una mancanza del sigillo apicale e di questa si cercherà evidenza attraverso un esame radiografico. Quando ci troviamo di fronte alle situazioni suddette, l’indicazione che emerge dalla esperienza clinica e dalla letteratura è di tentare inizialmente un ritrattamento ortogrado ossia: rimuovere il restauro della corona, rimuovere il materiale all’interno dei canali, detergere e sagomare appropriatamente il sistema canalare ed eseguire un’otturazione tridimensionale completa col miglior sigillo apicale possibile e quindi ricorrere all’intervento chirurgico solo quando i tentativi precedenti per via tradizionale siano falliti. L’approccio tradizionale puo’ mettere in evidenza una perforazione della biforcazione, la presenza di un canale accessorio, incrinature dentinali, materiale da otturazione scarsamente compattato. L’ Endodonzia chirurgica è indicata nei casi in cui un nuovo accesso al canale già trattato è ostruito in modo da rendere impossibile il ritrattamento ortogrado o per considerazioni sulla sovrastante protesi, ovvero nel caso in cui il paziente presenta una ricostruzione protesica di buona qualità per cui si cerca di evitare di dover rifare l’intero lavoro: in questo caso, ad evitare un prevedibile insuccesso, occorre l’evidenza radiografica di una accettabile qualità complessiva della precedente terapia canalare. La prognosi del ritrattamento endodontico non è del tutto prevedibile in quanto  non sempre la causa dell’insuccesso è identificabile nè il materiale utilizzato dal precedente operatore è riconoscibile, per cui nelle prime fasi il ritrattamento diventa un intervento esplorativo, il paziente deve essere informato circa le maggiori difficoltà che il ritrattamento richiede rispetto a un trattamento di un dente “vergine” e circa le complicazioni quali (canali non più sondabili) e che richiedono un interevento chirurgico, e talvolta l’estrazione del dente (frattura della radice).

  

 

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