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Informazioni generali sul fetor ex ore

"Fetor ex ore" è un'antica definizione scientifica dell'alitosi, un disturbo ben noto fin dalle civiltà più antiche, tanto che numerosi rimedi sono stati indicati nel corso dei secoli. L’alito cattivo infatti può rappresentare una grande limitazione nei rapporti interpersonali, inducendo chi ne soffre ad evitare il più possibile contatti troppo ravvicinati con il prossimo. In questo senso si rileva un interesse sempre maggiore di pazienti ed odontoiatri per l’argomento, anche in virtù della crescente considerazione  della propria immagine.

   

 
 
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Superstizioni sull'alitosi
Numerose sono le superstizioni che riguardano le cause dell'alitosi. Ad esempio non si  sa come abbia fatto a formarsi  la sciagurata credenza dello “stomaco come causa di alitosi”, ma purtroppo tale credenza esiste e ha impedito o rimandato l’appropriato trattamento a tante persone sofferenti. Contrariamente a ciò che aleggia nell'immaginario della gente l'alitosi non origina dallo stomaco o dai polmoni e raramente è causata da indigestioni.  Accreditate ricerche scientifiche hanno dimostrato che il maleodore orale è prodotto più frequentemente da problemi del cavo orale, ad esempio dalla patina bianca e spessa (lingua patinata) presente sul dorso della lingua e da affezioni parodontali.

Sostanze responsabili dell'alitosi
I composti volatili solforati sono i principali responsabili dell'alitosi di provenienza dal cavo orale. Emissioni gassose prodotte dai batteri  anaerobi che provocano gravi parodontopatie (piorrea), tanto che si è pensato che la loro presenza nella patina linguale può rappresentare un fattore predisponente alla malattia parodontale. Quando si determinano le condizioni di una loro indiscriminata proliferazione la  concentrazione intraorale delle sostanze maleodoranti aumenta, provocando, al di sopra di determinati valori, la chiara percezione olfattiva all'esterno.

Cause prevalenti dell'alitosi
Come abbiamo detto, le cause più frequenti, oltre il 90% dei casi di alitosi, sono da ricercare in problemi di provenienza dal cavo orale, è perciò il dentista, in particolar modo il medico odontostomatologo con area di esperienza nella parodontologia, il primo professionista a cui il paziente affetto da tale disturbo dovrebbe rivolgersi.
Attraverso l'anamnesi, l'esame clinico e radiologico, gli esami strumentali (Halimeter) e di laboratorio, compresi, se necessari, i test microbiologici volti alla ricerca quantitativa e qualitativa di specifici germi anaerobi parodontali, egli può stabilire la causa precisa dell'alitosi di provenienza dal cavo orale e, nel caso, istituire la terapia capace di debellarla. Ma può anche escludere tale origine e riferire il paziente ad altri medici specialisti.


E' importante comprendere che se l'alitosi è determinata da patologie del cavo orale, come ad esempio quelle che coinvolgono i tessuti parodontali, che richiedono l'intervento del medico dentista per essere sanate, anche ricorrendo a ripetute e ben eseguite manovre d'igiene orale non si risolverà il problema.
All'interno delle tasche parodontali di pazienti affetti da piorrea, non detergibili con le normali pratiche d'igiene orale, si annidano i germi che sono i principali responsabili  dell'alitosi, oltre che della distruzione dell'osso di sostegno dei denti, germi che non possono essere eliminati da terapie antibiotiche ma solo dalla cura professionale di un medico dentista esperto parodontologo. La terapia antibiotica indiscriminata può dare solo un sollievo temporaneo, di uno o due giorni, a fronte dello sviluppo di resistenze e dismicrobismi del cavo orale, sovente causa di complicanze come la candidosi orale.


L'odontoiatra può misurare la quantità di composti volatili solforati presenti nell'alito (Halimeter), accertare se esistono condizioni patologiche e parafisiologiche che la determinano e, nel caso, sottoporre il paziente alle cure necessarie. Dovrà inoltre istruirlo sulle norme da seguire per una corretta igiene domiciliare, per renderlo in grado di eliminare totalmente la placca batterica da denti, gengive e lingua, in particolare consiglierà al paziente gli strumenti e le modalità idonee alla corretta detersione del dorso di quest'ultima, con l'obbiettivo di mantenere nel tempo le cure effettuate e l'alito piacevolmente assente da odori.  In alcuni pazienti può essere necessario rinforzare le prescrizioni sull'igiene orale meccanica con un appropriato controllo chimico della placca batterica, attraverso sciacqui con specifici collutori e l'uso di dentifrici con provata attività antibatterica.


Halimeter strumento per la diagnosi e il monitoraggio della terapia dell'alitosi
Un ampio studio effettuato in giappone su un campione della popolazione composto da 2.672 individui ha rilevato che il 6-23% dei soggetti presentava malodore orale misurato dalla concentrazione di composti volatili solforati (VCSs) emessi maggiori di 75 parti per bilione (ppB) nell'aria espirata in alcuni momenti della giornata. Tale misurazione veniva effettuata con uno strumento denominato halimeter, utilizzato per la diagnosi, la quantificazione e il monitoraggio dell'alitosi in corso di terapia.

Alitosi

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