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Parodontite o Periodontite
La parodontite è una forma di danno parodontale di natura infiammatoria che colpisce gli adulti e che è caratterizzato dalla distruzione dell'osso alveolare che sostiene i denti.

PARODONTITE

parodontite

Come si manifesta la parodontite?
La parodontite si manifesta con un'alterazione della consistenza della gengiva e della sua architettura, sanguinamento più o meno abbondante, mobilità dentale più o meno marcata. Quest'ultimo segno, in genere, è quello che porta i pazienti a sentire la necessità di essere visitati, ma, purtroppo, corrisponde ad uno stadio della malattia già molto avanzato e perciò più difficilmente trattabile.
La retrazione gengivale è solo la manifestazione più superficiale di quello che sta avvenendo a danno dell'apparato di sostegno dei denti: se accade questo, infatti, è perché l'osso che sostiene la gengiva al suo livello fisiologico, sta andando incontro ad un riassorbimento che porterà i denti coinvolti ad una mobilità per mancanza di supporto osseo. L'atra possibilità è che la gengiva non si retragga contemporaneamente al riassorbimento osseo e così si formano le cosiddette tasche gengivali o parodontali.

Si può guarire la parodontite
È bene sapere che le nuove frontiere della terapia parodontale permettono oltre che la guarigione della parodontite, con la scomparsa delle tasche e la ricostituzione dell'attacco epiteliale, anche la rigenerazione parodontale. Oggi il parodontologo è in condizione di recuperare gran parte del sostegno osseo perduto per la parodontite, anche se le procedure chirurgiche da attuare sono molto sofisticate e richiedono perciò una preparazione specialistica approfondita, oltre ad una notevole confidenza con l'atto chirurgico.

Come si previene la parodontite
I
giene orale, visite periodiche, eliminazione del vizio del fumo etc....La prevenzione della parodontite, oltre alla corretta igiene orale, sta nell'attenzione ai segnali che ci dà la nostra bocca; in effetti basterebbe recarsi dallo specialista quando si inizia ad avvertire qualche problema in modo da assicurarsi una diagnosi precoce e di conseguenza una terapia parodontale più semplice e, cosa che non guasta, meno costosa.

Parodontite e fumo di sigaretta o cannabis
Fumare è considerato il principale fattore di rischio per lo sviluppo della parodontite, ma i dati che lo confermano, ricavati da studi prospettici, sono scarsi. Un recente studio (ottobre 2007), condotto dal Dipartimento di Scienze Orali dell’Università di Otago in Nuova Zelanda, e pubblicato sul Journal of Clinical Periodontology, ha cercato di quantificare l’associazione tra il fumo di sigaretta e una delle conseguenze che tale comportamento provoca: la perdita di attacco parodontale. I risultati dello studio hanno confermato che il fumo abituale e a lungo termine è dannoso per la salute parodontale dei giovani adulti, ma l’interruzione del fumo può essere associata con un veloce miglioramento delle condizioni parodontali: si è visto che non vi sono differenze tra coloro che non hanno mai fumato e coloro che hanno smesso di fumare entro i 26 anni.
Lo stesso vale per i fumatori abituali di
marijuana, che non danneggiano soltanto i polmoni e la memoria, ma anche le gengive, facendole recedere e nei casi peggiori causando la perdita dei denti. Lo indica una ricerca neozelandese della Scuola di Medicina di Dunedin, che ha seguito oltre 900 persone di età fra 18 e 32 anni, monitorando regolarmente il loro consumo di cannabis e i controlli dentari. Dai check-up più recenti è risultato che appena il 6,5% dei non fumatori di cannabis mostrava forti sintomi di infiammazione e di deperimento dei tessuti associati con parodontite. La proporzione sale però all'11% fra chi fuma spinelli occasionalmente, ed al 24% fra chi ha ammesso di fumarli regolarmente sin dall'età di 18 anni. Nell'insieme, fra i fumatori abituali, cioè chi fuma in media 41 o più spinelli l'anno, fra 18 e 32 anni, il rischio di contrarre la parodontite è del 60% superiore alla media della popolazione, anche escludendo altri fattori possibili come la placca dentaria. Studi precedenti avevano già legato la parodontite al fumo di tabacco, ma questo è il primo che la lega all'uso di marijuana. «Le autorità sanitarie, i dentisti e i medici dovrebbero intervenire per sollevare la consapevolezza della forte probabilità che chi fuma regolarmente cannabis causa danno ai tessuti che sostengono i denti», scrive Murray Thomson che ha guidato la ricerca. La parodontite, normalmente considerata una condizione della mezza età, è la seconda causa di perdita dei denti dopo le carie.

Come si cura la parodontite?
Il trattamento della parodontite varia a seconda della gravità del quadro clinico e può andare dalla semplice rimozione del tartaro (detartrasi
- scaling) con strumenti meccanici o ad ultrasuoni, al sollevamento del primo tratto della gengiva per effettuare una pulizia più profonda e radicale. Laddove la perdita di sostegno osseo è stata più marcata, inoltre, esiste la possibilità di promuovere una rigenerazione ossea che potrà ripristinare, talvolta parzialmente, una struttura di supporto sufficiente.

Chi cura la parodontite?
La diagnosi di parodontite, il trattamento e la terapia di mantenimento, devono essere effettuate da uno specialista parodontologo che è in grado di circoscrivere l'ambito della malattia e allestire un piano di trattamento specifico e mirato, ma soprattutto di far comprendere ai propri pazienti cos'è la parodontite, come si affronta, quali risultati si possono ottenere e come vanno mantenuti nel tempo.

PARODONTITE E GRAVIDANZA

Negli ultimi anni è emersa l’importanza del controllo della placca batterica soprattutto in vista della gravidanza rendendo indispensabile la visita del parodontologo che possa diagnosticare e curare la gengivite e la parodontite
Il momento migliore per risolvere i propri problemi gengivali e parodontali è infatti è quello che precede la gravidanza perché si possono adottare tutte le terapie a disposizione con eventuale terapia farmacologia di supporto, senza dover considerare le eventuali conseguenze del trattamento sulla salute del feto. Ci sono possibilità, infatti, che l’infezione si trasmetta al tratto genitale ed urinario condizionando l’esito della gravidanza, come provato da più studi che hanno misurato la profondità delle tasche gengivali in madri di bambini di peso normale e madri di bambini nati sottopeso.
Il meccanismo sarebbe il risultato della produzione di tossine da parte dei batteri e della mediazione di sostanze prodotte dalla madre come le prostaglandine e l’interleuchina.
Un elevato livello di queste sostanze nel cavo orale e conseguentemente nel tratto genito-urinario potrebbe costituire un insulto sufficiente a stimolare l’evento del parto in anticipo rispetto alle attese.

Piorrea

La piorrea si cura, anche nelle forme più avanzate, quasi nel 100% dei casi, purché s'intervenga prima che diventi "espulsiva" e che si porti via per sempre il nostro sorriso .....>>

 
 
paradentite
Paradentite
 
riassorbimento osseo
Riassorbimento osseo
 
malattia parodontale
Malattia parodontale
 
recessione gengivale
Recessione gengivale
 
tartaro sottogengivale
Tartaro sottogengivale
 
gengive irritate
Gengive irritate
 
gengive sane
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