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MAL DI DENTI

Il mal di denti, tema rintracciabile in molti grondoni architettonici medievali, ha veramente tormentato sempre la storia dell’uomo. I Babilonesi, cinquemila anni prima di Cristo, credevano, come gli Egiziani, che il dolore ai denti fosse una manifestazione di una qualche disapprovazione divina. Per liberarsene, il prezzo da pagare erano preghiere ed incantesimi. Passato quel tempo oggi sappiamo che il mal di denti è provocato da specifiche affezioni che coinvolgono i denti e le loro strutture di sostegno, a volte può addirittura sopraggiungere come dolore riferito, da problemi di provenienza da altri distretti. Una definizione sintetica del mal di denti potrebbe essere questa: "dolore acuto o gravativo, talvolta pulsante, di origine dentaria o dai tessuti che rivestono e sostengono i denti, continuo o subcontinuo (a carattere remittente-intermittente), spesso localizzo alle arcate mandibolari in corrispondenza dei denti interessati da carie, pulpiti, ascessi, granulomi apicali, altre volte irradiato lungo le vie trigeminali". In realtà questa definizione è ancora incompleta essendo molteplici le varianti sintomatiche ed etiologiche. Proveremo pertanto a fare una disanima delle condizioni patologiche che lo provocano.

   

 
 
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Mal di denti da pulpite
La pulpite (infiammazione del "nervo", come viene definito in gergo popolare l'organo interno del dente) è causa del mal di denti per eccellenza, uno dei dolori  più acuti che possa colpire l'uomo. Un dolore a carattere nevralgico, spontaneo o provocato da stimoli minimi, che aumenta di intensità sotto stimolo meccanico (pressione masticatoria) fisico (caldo, freddo) o chimico (dolce). La pulpite ha la caratteristica di presentarsi con un andamento intermittente-remittente: picchi d'intensità elevata sono frammisti a fasi in cui la sintomatologia dolorosa regredisce, fino a scomparire.

Il
mal di denti sopraggiunge all'improvviso, spesso senza  causa apparente, oppure in seguito alla pressione masticatoria sul dente o a stimoli chimici o fisici, e non regredisce all'interruzione dello stimolo. Può resistere ai comuni analgesici e in molti casi solo l'intervento del dentista può farlo cessare. Il mal di denti da pulpite è la causa principale della richiesta d'intervento d'urgenza in studio da parte dei pazienti, dato il carattere insopportabile.

Mal di denti da ascesso
L'ascesso dentale, provocato dalla necrosi chimica o infettiva della polpa,  provoca un mal di denti a carattere spontaneo, gravoso e continuo, localizzato nell'area di diffusione del processo infiammatorio. La pressione masticatoria sui denti interessati ne aumenta l'intensità. I denti vengono spinti verso l'alto dall'essudato infiammatorio, andando prima degli altri ad impattare con i denti corrispettivi dell'arcata antagonista, e ciò aggrava il mal di denti, sommandosi, all'infiammazione che circonda l'apice radicolare, il trauma occlusale. L'ascesso dentale può temporaneamente regredire, o spontaneamente o dopo l'assunzione di antibiotici, ma può guarire solo con l'intervento del dentista.
Il dentista in caso di ascesso
deve effettuare un'accurata detersione, sagomatura e obliterazione dei canali radicolari del dente, per far si che avvenga la guarigione del processo infiammatorio localizzato al periapice.

Mal di denti da gengivite
L'infiammazione delle gengive provoca una sensazione dolorosa vissuta dal paziente come mal di denti. Il paziente con gengivite ha dolenzia, a volte grave, sia spontanea che provocata. Per esempio dal contatto col cibo durante la masticazione o dalle manovre di spazzolamento che ne vengono inibite. E' consigliabile in questi casi utilizzare, nelle fasi di trattamento, uno spazzolino da denti con setole morbide.

Mal di denti da ascesso parodontale
Quando l'infezione si inoltra nel parodonto profondo (parodontite) può dare luogo a suppurazione, provocando l'ipermobilità dell'elemento dentario e un dolore spontaneo E gravativo che si esacerba al minimo contatto pressorio, vieppiù durante la masticazione. Quando questa patologia è generalizzata, e quindi estesa a più denti, si parla di piorrea. Sebbene la piorrea costituisca una malattia diffusa soprattutto in popolazioni con scarsa igiene orale e con deficit nutrizionali, come nei prigionieri di guerra, la si riscontra ancora oggi come causa frequente di mal di denti e perdita degli stessi.

Mal di denti da sinusite
Nelle sindromi da raffreddamento e specialmente nelle sinusiti, si verifica spesso un mal di denti di natura transitoria e reversibile. Le cause possono essere ascritte ad un iperemia pulpare o a un riflesso nervoso.

Mal di denti da precontatto occlusale
Un dente o un gruppo di denti che entri in contatto prematuro (precontatto) con gli antagonisti, riceve un sovraccarico di forza che stimola in modo abnorme i recettori del dolore presenti nello spazio parodontale. Il dolore non cessa se non con la rimozione del sovraccarico. Rapidamente attraverso l'operato di un dentista, che asporterà l'eccedenza di materiale dentale naturale o artificiale, come un restauro occlusale mal dimensionato o una corona incongrua. Lentamente per la graduale, forzata, intrusione dei denti interessati o per un forzato riposizionamento mandibolare dovuto al conseguente riflesso di evitamento.

Mal di denti da litiasi pulpare
E' questa una particolare sindrome dolorosa dentale. La polpa per stimoli di diversa natura può produrre dei microcalcoli, talora evidenti in una radiografia bene esposta e ben contrastata. Questa patologia è criptica e difficile da diagnosticare. Il dolore è dovuto alla mobilità del calcolo nel contesto della polpa, con conseguente stimolo delle fibre nervose.

Mal di denti da frattura coronale o radicolare
Il dolore di denti conseguente a frattura è facilmente diagnosticabile in caso di ampia frattura della corona e può essere dovuto sia alla stimolazione parodontale da parte del frammento corono radicolare che alla stimolazione della polpa esposta attraverso la beanza dei tessuti duri agli stimoli termici, osmotici o pressori.
In caso di microfratture il sintomo doloroso è invece di difficile diagnosi per la mancata frammentazione dei tessuti duri che in fase iniziale mostrano una compattezza con invisibilità della rima di frattura all'esame ispettivo e radiografico.

Mal di denti da trigger muscolare
I disordini muscolari del sistema stomatognatico possono proiettare la sensazione dolorosa sui denti dello stesso lato. I muscoli doloranti per disordine funzionale possono essere quelli di pertinenza stretta stomatognatica, come lo pterigoideo interno, lo pterigoideo esterno, il massetere e il temporale o quelli in collegamento funzionale con essi, come per esempio lo sternocleidomastoideo.

Mal di denti da irritazione chimica
Gli sbiancamenti dentali veramente efficaci vengono condotti con l'applicazione sui denti di prodotti sbiancanti ad alto contenuto di perossidi. In alcuni casi la polpa dentale può temporaneamente subire un'iperemia da stimolo chimico provocando mal di denti che si attenua e scompare naturalmente nel tempo massimo di 48 ore. Questo disagio deve essere evitato dagli operatori accorti e sensibili con l'applicazione topica di gel fluorato. 

Mal di denti da trauma dentale
Non sempre si avverte dolore in seguito a un trauma dento-mascellare, per via dell'anestesia indotta dallo shock nervoso periferico, possibile anche per un trauma esclusivamente dentale. Più spesso, in quest'ultimo caso, si verifica infiammazione dei tessuti che circondano il dente, con edema parodontale e dolore spontaneo e alla pressione.

Cura farmacologica del mal di denti
Il mal di denti passa effettuando un corretto trattamento delle cause. Esistono trattamenti in grado di guarire le affezioni che ne sono all'origine in un alta percentuale dei casi. Oggi è raro che si arrivi all'estrazione del dente interessato dalla pulpite o dall'ascesso, ma è necessario sottoporsi a cure adeguate, non c'è alcun farmaco che può essere considerato risolutore del problema che è alla base del mal di denti da pulpite e da ascesso dentale.
Esistono farmaci, però, che possono aiutare nel tempo che intercorre per ottenere l'effetto di guarigione prodotto dalle cure, come gli antidolorifici e gli antibiotici. I primi si assumono per tenere sotto controllo il dolore. La prescrizione è "al bisogno" poiché il loro effetto è sintomatico. L'antibiotico non ha alcun effetto nel mal di denti da pulpite, ma è estremamente efficace nel controllare l'infezione batterica alla base dell'ascesso. Proprio per questo l'antibiotico è spesso in grado di provocare la remissione totale, seppur temporanea, del mal di denti da ascesso dentale, portando molti ad abusarne.
C'è da rimarcare che gli antidolorifici e gli antibiotici, pur potendo rappresentare  rimedi farmacologici efficaci in caso di mal di denti da pulpite o da ascesso dentario, non rappresentano affatto la cura elettiva. Il loro effetto è temporaneo e spesso parziale. Assumere antibiotici ripetutamente può provocare addirittura resistenze e cronicizzazione degli ascessi dentali.

Curiosità storiche sul mal di denti
Plinio il Vecchio (23-79), che scrisse ampiamente di storia naturale, citava le credenze del tempo, secondo le quali una rana, legata alla mascella, avrebbe tenuto fermo un dente mobile; il dolore alle gengive reagiva al graffio fatto con un dente di un uomo scomparso per morte violenta; il mal di denti reagiva a gocce per le orecchie di olio in cui avevano bollito dei lombrichi. Si può dire che cure altrettanto assurde perdurarono fino a tutto il Seicento ed oltre, quando i medici prescrivevano una rana legata al collo contro il sangue al naso e quando pezzetti di lombrichi e serpenti costituivano la base delle cure contro la tubercolosi (ancora nel 1837 peraltro tubercolosi e asma venivano curate con pillole fatte di ragnatele).


 

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