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Malocclusione

Sono molti i pazienti cui viene diagnosticata genericamente una malocclusione e che chiedono all'ortodonzista maggiori delucidazioni. Che cos'è la malocclusione? E' una malattia? Come si riconosce? E' sempre sintomatica e che disturbi arreca? Si può curare a tutte le età?

 

 

 
 
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La malocclusione è una malattia. Non è rappresentata solo da uno scorretto ingranaggio dentale formatosi nel combaciamento dell'arcata superiore con quella inferiore, così come espresso dalla sua denominazione. Per lo meno no dal punto di vista della geometria statica. Talora può sussistere una malocclusione anche in presenza di un ingranaggio dentale  "apparentemente"  armonico. La malocclusione ha rilevanza nella dinamica funzionale esercitata dalle arcate dentarie, che  coinvolge diverse sedi cliniche. La malocclusione si manifesta, infatti, nello scheletro craniofacciale, nel sistema neuromuscolare orofacciale, nei tessuti "molli" stomatognatici e nelle arcate dentarie:  in verità il più delle volte la diagnosi di malocclusione viene posta solo per questo ultimo aspetto, e ciò può portare a dei fraintendimenti.  A questi aspetti propri del Sistema stomatognatico dobbiamo aggiungere quelli di coinvolgimento del Sistema posturale globale in un nesso di causalità circolare proprio dei Sistemi. Nella valutazione dei rapporti tra malocclusione e postura la maggior parte dei posturologi parla invece di cause ascendenti quando ritengono che una disorganizzazione posturale ad altro livello coinvolge secondariamente il Sistema stomatognatico e di cause discendenti quando una malocclusione causa una disorganizzazione posturale ad altro livello. Anche se in una clinica sbrigativa questa semplificazione può essere in alcuni casi vicina alla realtà e alla base di un comportamento clinico che riesce ad alleviare la maggior parte dei segni e dei sintomi questo non è mai vero in quanto postula una correlazione causa effetto lineare mentre esiste sempre un meccanismo di retroazione  (feedback) che coinvolge circolarmente tutti i sottosistemi posturali. E' vero altresì che quando la malocclusione è il  nodo più importante da sciogliere, un intervento appropriato sul Sistema stomagnatico è risolutivo in modo drammatico.

Alla luce di quanto suddetto sarebbe  preferibile definire la malocclusione su un criterio di disfunzione, rilevabile attraverso l'espressione di segni e sintomi correlabili :

  1. deformità dell'estetica facciale in genere

  2. alterazione dell'estetica del sorriso

  3. disfunzione dell'articolazione temporomandibolare

  4. difficoltà nella masticazione

  5. predisposizione alla malattia parodontale

  6. difficoltà dell'eloquio

  7. predisposizione alla carie dentale

  8. disordini neuromuscolari del distretto cranio-cervicale

I pazienti cui è stata diagnosticata una malocclusione in modo generico sono giustamente preoccupati se affrontarne la correzione ed in genere pongono proprio questa domanda allo specialista in ortognatodonzia. A meno che non sia l'intento di migliorare l'estetica del sorriso a motivare un trattamento, é proprio dalla correlazione con uno o più sintomi e segni tra quelli sopra elencati e la malocclusione in sé a fornire la risposta appropriata.

Come abbiamo prima accennato vi sono casi di alterazione geometrica della disposizione dei denti senza alcun sintomo e sintomi con una disposizione dei denti nella norma geometrica o molto vicino ad essa, per cui, fatto salvo la motivazione estetica, non v'è ragione di trattare tutte le malocclusioni nonostante l'apparenza dentale e vi è talora la necessità di trattare alcune malocclusioni in apparenza molto lievi.

Nel bambino e nell'adolescente il trattamento presenta delle ottime possibilità di successo anche nella componente ortopedica  oltre che dentale, ovvero si può ridirezionare favorevolmente una crescita sfavorevole delle basi ossee oltre che ridistribuire armonicamente i denti nelle arcate. Nell'adulto si può attuare un trattamento ortodontico solo nei casi in cui le basi ossee presentano un'anatomia favorevole completandolo al bisogno con un trattamento ortopedico nei limiti concessi dal  riposizionamento di una mandibola dislocata o di quanto pertinente all'osso alveolare nulla potendo più modificarsi in quello basale. Nel caso in cui le basi ossee siano francamente disarmoniche intrinsecamente o fra di loro, con la sola ortodonzia è ancora possibile ottenere un risultato compromissorio, ma occorrerà essere certi di non peggiorare  l'equilibrio posturale. Per il conseguimento di un miglioramento del sistema posturale quando desiderato dal paziente e dal medico e/o di un risultato eccellente nell'estetica del volto    si dovrà eseguire un intervento combinato con ortodonzia e ortopedia chirurgica, coordinato tra l'ortodonzista e il chirurgo maxillofacciale ortognatico con  prognosi, per il miglioramento delle tecniche chirurgiche, oggi prevedibile e favorevole.

 

Malocclusione

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