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MASTOPLASTICA
vero e falso dell'intervento di chirurgia estetica del seno

È VERO che se mi aumento il seno poi può scoppiarmi in aereo?

FALSO. Questa è diventata ormai una leggenda metropolitana. Credo sia nata da un’intervista, realizzata con una nota “soubrette” televisiva, nella quale la gentile intervistata raccontò d’esser rimasta vittima di questo tragicomico incidente mentre tornava dal Brasile, dove s’era recata per aumentare le sue già generose forme. Non so perché scelse proprio il Brasile, forse per necessità di “calore ambientale”. Facezie a parte, ritengo questa la più stupefacente fandonia ch’io abbia sentito in tanti anni d’attività professionale.

   

 
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La rottura “autonoma” delle protesi al seno, infatti, è impossibile.

Per onestà professionale devo dire che una rottura potrebbe, invece, esser la conseguenza d’un trauma toracico. La cui entità dovrebbe, però, esser tale che la rottura medesima sarebbe il danno minore. Un fortissimo aumento di pressione sul torace potrebbe - più in teoria che in pratica - determinare schiacciamento con conseguente rottura delle protesi. Una simile evenienza, tuttavia, è più unica che rara, poiché estreme dovrebbero essere le condizioni esterne necessarie perché si verifichi. Per fare un esempio, sarebbe teorizzabile solo se la persona si trovasse a molte decine di metri di profondità in caso d’immersione subacquea professionale.

La normale pressurizzazione della cabina negli aerei, invece, è identica a quella “al suolo”. Una depressurizzazione improvvisa creerebbe problemi di respirazione (ecco perché l’automatica discesa delle maschere ad ossigeno), ma non certo problemi alle protesi.

In ultima analisi si può affermare con sicurezza che anche se le protesi si rompessero - malauguratamente o per usura o per qualsiasi evenienza interna o esterna - non cambierebbe la condizione estetica del risultato dell’intervento. La ragione di quest’ultima affermazione risiede nella costruzione stessa delle protesi: se di nuova generazione, infatti, hanno un gel di silicone molto coeso, che non si sposta anche in caso di rottura dell’involucro delle protesi stesse.

Mastoplastica

mastoplastica: prima dell'intervento

mastolastica: dopo l'intervento

È VERO che il silicone delle protesi è pericoloso perché porta allo sviluppo di malattie del seno?

FALSO. Dopo tanti anni di studio da parte degli organismi sanitari di tutto il mondo, è stato escluso qualunque tipo di rapporto causa-effetto fra impianto di gel silicone e malattie autoimmuni o tumorali delle ghiandole mammarie. Alcune ricerche asseriscono addirittura che il silicone avrebbe un effetto protettivo dal tumore del seno. È dunque tranquillamente possibile affermare che le donne sottoposte ad aumento di seno non corrono nessun rischio aggiuntivo di tumore rispetto a tutte le altre.

È VERO che dopo un aumento di seno si può allattare?

VERO. Le capacità sia di produrre il latte materno, sia di veicolarlo dal capezzolo, non sono minimamente influenzate dalla presenza delle protesi: questo perché le protesi medesime sono inserite sotto la ghiandola mammaria, senza traumatizzarla o danneggiarla. In molti casi, addirittura, vengono inserite sotto il muscolo pettorale e quindi le protesi neanche vedono la ghiandola mammaria.

In sintesi, per la mamma, il piacere di allattare è conservato.

È VERO che i "seni rifatti” sembrano innaturali?

FALSO. Anni fa, tuttavia, molti interventi estetici sul seno producevano effettivamente tale sensazione quando si osservava il risultato finale. Accadeva spesso, perché piuttosto frequente era la formazione della cosiddetta “capsula periprotesica”. Per una miglior comprensione del lettore spieghiamo quindi in questa sede, in modo molto semplice, tale processo. La “capsula” è una sorta di “barriera fibrosa”, avente funzione protettiva, che l’organismo genera spontaneamente qualora al suo interno venga inserito un corpo estraneo. In altre parole, il nostro organismo tende ad isolare ciò che non riconosce come proprio. Nel caso di un impianto protesico dunque, il problema è rendere questo spontaneo fenomeno in qualche modo governabile, ovvero fare in modo che tale reazione sia dolce e non eccessiva.

E questo è esattamente ciò che avviene con le moderne protesi mammarie: l’attuale metodo di fabbricazione, determinando una rugosità maggiore rispetto al passato della superficie protesica stessa, favorisce il processo di integrazione all’interno del fisico, poiché la capsula periprotesica generata è più sottile e morbida.

Questo processo, visto dall’esterno, ha il vantaggio d’offrire morbidezza e aspetto assolutamente naturali al nuovo seno. Così è nella maggioranza dei casi, ma in medicina, che non è una scienza esatta, vige la legge delle probabilità. Ovvero vi sarà sempre una piccola percentuale di donne che svilupperanno una capsula leggermente più dura, con il risultato d’avere un seno un po’ più turgido. Tale percentuale è stimabile nel 4-5% dei casi.

Mi sento dunque di tranquillizzare qualsiasi candidata a questo tipo d’intervento poiché, oltre alle scarse probabilità che un simile evento si verifichi, qualora ciò avvenga è possibile intervenire nuovamente per rompere la capsula. Aggiungo, inoltre, che negli ultimi cinque o sei anni non ho più visto indurimenti del seno talmente vistosi da compromettere il risultato estetico sia visivo sia tattile: solo talvolta è possibile apprezzare un lieve aumento di consistenza della mammella, ma chi ha stabilito che ciò sia negativo?

È VERO che con l’inserimento della protesi il seno cambierà forma?

FALSO. La plastica di aumento del seno, infatti, modifica solo il volume e non la morfologia, che rimane identica. Se una donna ha capezzoli divergenti o convergenti, ad esempio, questi rimarranno tali anche dopo l’intervento. Idem dicasi se il seno è troppo sceso: rimarrà nello stesso modo a meno che, oltre ad inserire le protesi per l’aumento, non si decida di scolpire un nuovo modello di seno. Quest’ultima operazione è molto frequente quando, oltre ad aumentare volume e consistenza, si desidera anche ringiovanire, cioè rialzare tutto il seno.

PROTESI SENO

Protesi al seno

È VERO che i "seni rifatti" sono freddi?

FALSO. Premessa: personalmente l’aggettivo rifatto lo gradisco pochissimo, seppur viene spesso ripetuto e sempre in accezione dispregiativa. Statisticamente viene utilizzato, non a caso, proprio da coloro che vorrebbero… ma non possono. Ricordate la favola di Esopo della volpe e l’uva?

Un viso, un seno, un corpo non si rifanno, ci vorrebbe il buon Dio per farli da capo. Si possono solo migliorare, correggere, sostenere o aiutare a svilupparsi, sempre e solo sulla base delle condizioni preesistenti.

Ciò detto: la sensazione di freddo che si avverte toccando seni che sono stati aumentati - voce da più parti diffusa - è pura mitologia.

È VERO che per migliorare un seno occorre sempre inserirvi dentro qualcosa (protesi)?

FALSO. Si inserisce una protesi solo quando vogliamo aumentare il volume delle mammelle.

Se il nostro desiderio è invece quello di rendere il seno più sodo e più eretto, o addirittura più piccolo e più eretto, sarà allora compito del chirurgo plastico scolpirlo, senza usare altri artifizi se non le sue mani.

È VERO che le protesi al seno non durano per sempre?

FALSO e VERO. In linea teorica non esiste nessun dato scientifico che provi come la parete della protesi si danneggi col passare del tempo. Pertanto, si potrebbe affermare che le moderne protesi sono eterne. Non molto tempo fa, tuttavia, è stato pubblicato uno studio che mostrava alcuni micro-traumatismi nella parete di silicone della protesi. Tale ricerca dimostrava come queste piccolissime lesioni, invisibili ad occhio nudo, fossero evidenziate solo da un microscopio elettronico. Conseguentemente, si potrebbe supporre che le micro-lesioni determinino una minor resistenza delle protesi stesse. Personalmente, tuttavia, non ho mai constatato - né mi è stato riferito da alcun collega - che una protesi mammaria si sia rotta per usura dovuta al tempo. Al contrario conosco signore che, operate più di 25 anni fa, mantengono intatta la loro prestanza fisica.

In ultima analisi ritengo che la questione vada quindi considerata nel seguente modo: anche il seno operato invecchia, come ogni organo del nostro corpo. È quindi possibile che dopo dieci o quindici anni dall’intervento estetico il risultato non sia più identico, e si potrebbe aver bisogno di un ringiovanimento considerato che la proprietaria è abituata ad avere un seno giovane e sodo.

È VERO che i seni “rifatti” sono troppo grandi? Ho visto quell’americana...

FALSO. Non esiste una misura standard per l’aumento del seno, ma vari sono i fattori che determinano la scelta - per così dire - della nuova misura di reggiseno. Sarà la paziente, sapientemente consigliata dal professionista, ad esprimere nella fase di pianificazione pre-intervento i suoi desiderata.

Il chirurgo, da parte sua, deve tener conto di molti elementi. In primis che tipo di torace possiede la donna: è impensabile inserire una protesi molto grande in un torace piccolo poiché, oltre a renderlo antiestetico, si presenterebbero problemi di varia natura nel post-operatorio. Inoltre, è necessario considerare la massa della ghiandola mammaria presente prima dell’intervento, poiché anche questa fa volume. Infine, vi sono altri elementi che influenzeranno la scelta per l’ottenimento del miglior risultato finale possibile, ma non è questa la sede per enunciare ulteriori dettagli tecnici. È però possibile riassumere l’intero processo nel seguente modo: sarà la somma fra la soglia di femminilità della candidata all’intervento e l’esperienza del chirurgo a determinare, sicuramente, un risultato strepitoso.

È VERO che le cicatrici ci saranno sempre? 

VERO. Seppur minime, le cicatrici - purtroppo - sono l’inevitabile conseguenza di qualunque tipo d’intervento chirurgico. Il contributo maggiore che un chirurgo plastico può offrire al paziente per un perfetto risultato estetico, è rendere suture e cicatrici quanto più piccole, più nascoste, più camuffabili possibile. Tuttavia, bisogna sempre tener ben presente che la totale invisibilità d’una cicatrice dipende in minima parte dall’abilità del chirurgo ed in massima parte dalla capacità del singolo organismo a cicatrizzare in maniera "estetica". Le brutte cicatrici che talvolta si vedono a seguito d’interventi chirurgici su certi pazienti, infatti, sono quasi sempre dovute ad un’eccessiva capacità rigenerativa della pelle. In altre parole è come se il nostro organismo, dopo aver cicatrizzato una ferita, non s’accorgesse che si è chiusa, ma continuasse a produrre elementi cellulari e d’altra natura atti alla chiusura della ferita stessa. Questo processo rende la cicatrice eccessiva e troppo grande, cioè esteticamente troppo visibile. Tenendo presente quanto appena esposto, il buon chirurgo plastico durante l’intervento cercherà di fare la sutura piccola, invisibile, curandone particolarmente la fattura, insomma ponendo in essere tutte quelle attenzioni e quei piccoli segreti che solo l’esperienza può fornire.

In linea generale, sono poche le operazioni di Chirurgia Estetica nei quali la stigmata cicatriziale risulta evidente: direi solo nelle riduzioni del seno (quando cioè è troppo grande e lo si vuole ridurre a dimensioni e forme più appropriate) e nella Chirurgia Estetica della parete addominale (quando cioè vogliamo ottenere una pancia piatta e tonica). Nei restanti interventi, grazie alle moderne metodologie chirurgiche, l’esito cicatriziale è veramente minimo, quando non addirittura invisibile.

Per il seno, in caso d’aumento, la cicatrice sarà piccola ed invisibile, in quanto celata o nel cavo ascellare, o nella zona di passaggio fra l’arèola e la cute bianca, o nel solco sottomammario. Operando per una riduzione della mammella o nel suo riposizionamento verso l’alto, invece, a volte le cicatrici sono più visibili. Ma trascorso circa un anno - per le più fortunate - le cicatrici saranno talmente integrate con l’epidèrmide circostante da essere pressoché invisibili.

Se siete scettiche - a dimostrazione di quanto appena affermato - chiedetevi: quante delle modelle che posano per i famosi calendari si sono operate il seno? Risposta: tutte, o quasi.

Eppure, sicuramente, non avete mai visto una sola cicatrice… nemmeno con la lente d’ingrandimento!

È VERO che dopo l’intervento al seno è obbligatorio portare il reggiseno?

FALSO. È una scelta della paziente, assolutamente personale. Dopo un intervento estetico, infatti, il seno dev’essere trattato in maniera normale. Personalmente, tuttavia, consiglio sempre d’indossare questo capo, specialmente alle donne con seni grandi, al fine di contrastare la forza di gravità: non va dimenticato che il processo d’invecchiamento continua, anche per il nuovo seno. Voglio però aggiungere che l’effetto “wonderbra” si otterrà naturalmente anche senza sostegno, e le mammelle tenderanno a scendere un po’ meno per effetto del reggiseno interno determinato dalla cicatrizzazione spontanea che si formerà intorno alle protesi inserite.

È VERO che se i seni sono differenti possiamo renderli uguali?

VERO. La differenza (di morfologia) fra un seno e l’altro è un piccolo problema che affligge molte donne. Quando questa differenza fra i due seni è limitata, come nella maggioranza dei casi, il problema è di semplice risoluzione. A volte, invece, vi sono notevoli differenze sia di sviluppo sia di forma fra un seno e l’altro nello stesso soggetto, ma il buon chirurgo plastico riesce anche in questo caso ad armonizzare al meglio la situazione.

È VERO che se mi opero i seni spariranno le “smagliature”? 

FALSO. Purtroppo le cosiddette “smagliature” sono vere e proprie cicatrici del derma dovute a trazione troppo rapida o ad altre cause, dunque sono praticamente indelebili. Possono essere cancellate solo nel caso in cui si elimini pelle in eccesso.

Io vorrei aumentare il seno, ma è vero che il mio compagno se ne accorgerà sicuramente? 

FALSO. Se ne accorgerà sicuramente se vi accompagnerà dal chirurgo. Ma se lo conoscerete in seguito all’agognato miglioramento… può accadere che se ne accorga solo se sarete voi stesse a dirglielo. Un consiglio: non rivelatelo se pensate d’avere con il vostro lui solo una breve relazione, ma confessate candidamente se questi sarà il compagno della vita. Gli uomini odiano i segreti delle donne se rimangono tali per troppo tempo, poiché minano fortemente la fiducia alla base del rapporto.

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