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Pseudoalitosi o alitofobia

L'alitofobia è la paura esagerata di soffrire d'alito cattivo. Chi soffre d'alitofobia spesso evita le situazioni sociali e si affanna di continuo nel cercare di celare il proprio cattivo odore, pulendo frequentemente i denti, masticando continuamente gomme, succhiando caramelle, tenendo distanze di sicurezza o parlando col viso inclinato.

   

 
 
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La pseudoalitosi consiste nel semplice timore di soffrire d'alito cattivo, mentre l'alitofobia è la stessa credenza refrattaria ad ogni evidenza contraria.

Molti di coloro che soffrono di pseudoalitosi o di alitofobia hanno avuto nell'infanzia un genitore che soffriva di alito cattivo e al raggiungere della maturità hanno sviluppato la preoccupazione di avere ereditato la caratteristica.

I soggetti alitofobici possono interpretare specifici comportamenti delle persone con cui entrano in relazione come indicazione del proprio maleodore orale. L'interlocutore che si copre il naso, gira la testa dall'altra parte, arretra un poco, convince l'alitofobico sull'offensività del proprio alito. E' stato dimostrato, invece, che questi gesti non rappresentano reazioni al cattivo odore emanato da un'altra persona, sono compiuti incidentalmente, spesso senza una specifica ragione, ma sono male interpretati dall'alitofobico.

L'uso dell'Halimeter® è fondamentale per i pazienti con pseudoalitosi o alitofobia. Come è fondamentale in quei casi in cui, al contrario, il paziente è stato accompagnato a visita da un parente ed è personalmente convinto di non avere alcun disturbo. Se il problema è di natura psicologica andrà spiegato chiaramente il risultato negativo degli accertamenti diagnostici.
Il paziente con esito negativo al test, che crede di essere affetto dal disturbo, nonostante le misurazioni effettuate con l'Halimeter indichino l'assenza di composti volatili solforati nell'aria espirata o la loro riduzione a seguito della terapia a quantità non percepibili,  necessita di assistenza psicologica, e andrà pertanto riferito ad uno psicologo.

Il paziente alitofobico in genere rifiuta la visita di uno psicologo, egli non ha dubbi sul fatto di essere affetto d'alitosi e pertanto non riconosce l'origine psicosologica del proprio disturbo. E' importante in questi casi usare molto tatto e dare al paziente tutte le informazioni necessarie perché si convinca a farsi assistere, altrimenti egli comincerà a consultare uno specialista dopo l'altro.

 

 

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